Cinquanta sfumature di biscotti inzuppati in tazze altrui (e proseliti imbarazzanti)

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Come fare successo reinventando quello che già esiste? Per informazioni chiedere di Mrs. Erika Leonard, al secolo E.L. James. L’autrice britannica della trilogia più in voga del momento, “Cinquanta sfumature di…”, è una 39enne assistente di studio presso una scuola inglese di cinema e televisione. Ma a tutti quanti preferisce far credere d’essere una massaia qualunque, sicuramente appanzata, probabilmente insoddisfatta dal black&decker scarico del marito (e chi lo può biasimare?). 

Nel tempo libero ha deciso di scrivere una storia d’amore estrema. Niente di nuovo, non fosse altro che l’opera in questione diventa il caso editoriale del 2012. Oltre 30 milioni di copie vendute nel mondo. Numeri che hanno fatto impallidire J.K. Rowling, creatrice di un’altra saga di successo, quella del maghetto Harry Potter e l’americana Stephenie Mayer che con l’epopea vampiresca di “Twilight” ha fatto impazzire gli adolescenti. Quello che ha stupito un qualsiasi lettore medio, tuttavia, è stata la capacità della Leonard di prendere gli ingredienti da opere del passato, mischiarli, sfruttare la sete pornografica globale e farne una trilogia. Un vero e proprio “uovo di Colombo”, ben confezionato. Sì, confezionato da un battage mediatico da fare invidia a quella che fu la campagna elettorale dell’attuale presidente americano Barack Obama. 

Cosa c’è, dentro a “Cinquanta sfumature di…”? La lista è lunga. C’è “Paura di volare” dell’americana Erica Jong, romanzo che nel 1973 scandalizzò il mondo intero per la narrazione, senza troppi fronzoli, delle acrobazie sessuali della protagonista. C’è la collana di romanzi rosa “Harmony”, che da decenni affolla i meandri delle edicole e inturgidisce i capezzoli di milioni di casalinghe incazzate. C’è anche la serie tv americana “Desperate Housewives” che nei primi anni del 21esimo secolo ha consolato e rallegrato le tante donne che tengono in piedi la baracca, nel vero senso della parola. C’è il dato, inconfutabile, che i siti web pornografici “Pornhub” e “Youporn” siano i più visitati, in assoluto, a livello globale.

La Leonard ha creato un “genere”, un mostro, una moda? No. Tuttavia, sono sbucate come funghi, decine di altre “pornoscrittrici”. Tra queste si è fatta notare l’inglese Claire Siemszkiewicz (scommetto che non riuscirete mai a pronunciare il suo cognome) che con la raccolta “Clandestine Classics”, ha deciso di rivisitare opere romantiche del passato mettendoci quel “pepe” in più. E così ecco che gli scenari si spostano. Dalla brughiera inglese i protagonisti vengono catapultati nelle metropoli, i linguaggi diventano osceni, le buone maniere sono solo un ricordo. Le opere di raffinate autrici dell’Ottocento quali Jane Austen e le sorelle Brontë si trasformano in storie di erotomani dai modi non troppo eleganti.

Alcuni critici hanno dichiarato che si percepisce più sensualità in una sola riga di “Cime tempestose” di Emily Brontë, che nell’intera trilogia della Leonard. Di certo c’è solo che il signor Darcy e Heathcliff staranno scuotendo la testa nel vedersi vestiti di latex e con i frustini in mano.

Poveri loro.

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